Le e-mail in azienda senza nemmeno saluti e ringraziamenti!

di Antonio Messina

25 Giu 2018

Articolo pubblicato su Linkedin

L’art. 2094 del codice civile recita: “E’ prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dirette dipendenze o sotto la direzione dell’imprenditore”.

Forse chi invia e-mail a collaboratori o colleghi, senza nemmeno iniziare con un saluto e ringraziare per l’attenzione e la collaborazione, prende un po’ troppo alla lettera la parte dell’articolo che cita “...si obbliga mediante retribuzione a collaborare...”. Quasi a significare che qualcuno pensi: “Già sei pagato per svolgere attività, vuoi pure che ti saluti? Vuoi pure che ti consideri una persona? Ma vai a lavorare, va…”

Forse chi invia e-mail a collaboratori o colleghi, senza nemmeno iniziare con un saluto e ringraziare per l’attenzione e la collaborazione, dimentica che il “...chi...” dell’art. 2094 c.c. si riferisce a persone, a esseri umani.

Oppure, molto più semplicemente, forse chi invia e-mail a collaboratori o colleghi, senza nemmeno iniziare con un saluto e ringraziare per l’attenzione e la collaborazione, è soltanto un gran maleducato.

Questa cattiva abitudine non riguarda soltanto le e-mail, ma anche tutta la messaggistica più disparata, dagli sms ai whatsapp e a tutte le forme di instant message.

Ciò che trovo pazzesco è il fatto che determinate persone pensino di aprire la mente e il cuore di altre persone e favorire la loro collaborazione senza nemmeno un saluto iniziale, un “Ciao”, un “Buongiorno”, un “Come stai?” o un “Grazie” finale. Le e-mail e i messaggi in azienda in molti casi procedono in modo freddo, perentorio, per ordini, comandi o precetti, dimenticando che sono destinate a esseri umani e non a robot o automi. Sia chiaro, l’ordine, il comando o il precetto in diversi casi hanno senso, ma la cafoneria no!

Molti si giustificano dicendo che si scrive tutto così in fretta che non c’è tempo per saluti e ringraziamenti e che questi vengono dati per scontati.

Dunque, per guadagnare tempo queste persone non si indirizzano con educazione a propri collaboratori o colleghi, decidendo di non rivolgersi a loro come farebbero con qualsiasi persona in un normale contesto sociale e di relazione. Purtroppo, queste persone dimenticano che alla base della collaborazione tra le persone c’è sempre una relazione di fiducia e di stima reciproca. Evidentemente queste persone, forse per mancanza di tempo o per fare le cose sempre più in fretta, danno per scontate anche la fiducia, la stima e l’importanza della relazione, fattori però fondamentali nella collaborazione e nell’engagement delle persone con l’azienda.

Forse questo è lo specchio dei tempi, del correre e del fare tutto velocemente, ma io continuo a pensare che di scontato in queste persone ci sia solo la loro maleducazione.