L'incantesimo della porta girevole ... e se in azienda si entrasse persona e si diventasse una cosa?

di Antonio Messina

11 Apr 2018

Articolo pubblicato su Linkedin

Immaginate l’ingresso di un’azienda con la porta girevole. Adesso visualizzate le persone che lavorano in questi uffici.  E’ mattino. Le persone entrano in azienda, la porta gira su se stessa e, quando si apre, scaraventa nell’ingresso non più esseri umani ma cose. 

 

 Pura immaginazione o cruda realtà?

 

 Sono certo che si tratti della prima possibilità.

 

Del resto, non siamo più ai tempi della rivoluzione industriale, nemmeno ai tempi moderni di Charlot o nella realtà anni ‘70 raccontata dal Ragionier Fantozzi! Pensare che questo accada anche nel 2018 è pura fantasia! 

 

 Da anni ormai si parla di motivazione e di engagement delle persone, e da decenni la letteratura HR e Manageriale insegnano l’attenzione, la centralità e la cura delle persone. 

 

 Per fortuna, Professionisti HR e Manager oggi hanno tutti i mezzi per essere attrezzati dal punto di vista culturale e probabilmente ricevono input e obiettivi che li invitano a essere focalizzati più che mai sulla valorizzazione delle persone, perché si è capito che è attraverso le persone che stanno bene in azienda e che sono “a bordo” che si ottengono i grandi risultati.

 

 E poi, basta porsi qualche domanda per capire quanto questo scenario che abbiamo immaginato possa essere anacronistico.

 

Come possono alcuni esseri umani, una volta dentro l’ambiente di lavoro, dimenticarsi di avere a che fare con altre persone, quindi con altri esseri umani che hanno una testa, un cuore e una pancia come loro? 

 

Come possono alcuni manager considerare i propri collaboratori come proprietà privata o come oggetti da utilizzare finché funzionano e poi cambiarli o scaricarli quando sono più anziani, non servono o non rendono più come desiderato? 

 

Come possono alcuni colleghi ignorare altri colleghi, non considerandoli, non salutandoli, girandosi dall’altra parte quando si incrociano o facendo loro “sgambetti” professionali alla prima occasione utile?

 

Come possono alcuni esseri umani permettersi di umiliare, svilire, ferire e trattare male altri loro simili solo perché c’è, come contropartita, un rapporto di lavoro e un corrispettivo economico?

 

Che cosa fa dimenticare che rispetto, ascolto, educazione, gentilezza, fiducia, stima, lealtà, trasparenza, condivisione, coerenza e molti altri valori siano importanti anche nel mondo del lavoro? 

 

Che cosa fa pensare che sentirsi considerati, utili e apprezzati non sia importante anche in azienda? 

 

Che cosa fa scordare e non considerare l’importanza della relazione personale e della fiducia reciproca tra colleghi, capi e collaboratori?

 

 Se in una azienda succedesse qualcosa del genere penserei che la stessa sia stata vittima di uno strano sortilegio: l’incantesimo della porta girevole.

 

 Persone che diventano cose, pura pazzia! Eppure, nella migliore delle ipotesi, in queste aziende poco fortunate, le cose sarebbero considerate come delle risorse. Ma, nonostante esista una funzione Risorse Umane, la parte umana della risorsa resterebbe vittima dell’incantesimo della porta girevole.

Meno male che verso sera, allo scadere del normale orario di lavoro per alcuni e molto più tardi per altri, la porta girevole di queste aziende sfortunate riprenderebbe a girare e le cose, come per magia, tornerebbero persone!