HR: il mestiere più bello del mondo!

di Antonio Messina

02 Lug 2018

Articolo pubblicato su Linkedin

Intendiamoci, nell’esprimere il giudizio sono sicuramente di parte; questo è il mio mestiere da quasi trent’anni, svolto prima attraverso ruoli di responsabilità in azienda e ora attraverso Hara Risorse Umane, la mia azienda.

Ma ne sono pienamente convinto perché svolgere il mestiere HR significa lavorare con le persone e per le persone. E le aziende, checché se ne dica, anche le più digital e snelle, sono fatte di persone e ottengono i risultati principalmente grazie a loro.

Infatti, come ho già detto in altre sedi, qualsiasi opportunità o problema di business è anche e soprattutto una questione di persone: ad esempio, il lancio di un nuovo prodotto, o di un nuovo servizio, non è solo un aspetto di marketing, di vendite, di produzione o altro, ma è anche una questione HR, di persone giuste, al posto giusto, con le giuste competenze, la giusta organizzazione e la giusta motivazione. Così come qualsiasi problema di business è anche e soprattutto un problema di persone, perché sono le risorse umane stesse dell’azienda che creano le strategie, disegnano le tattiche, definiscono le azioni e si occupano delle implementazioni e, se commettono errori, delle relative correzioni.

E cosa c’è di più entusiasmante e affascinante del lavorare in azienda contemporaneamente sulle persone e sui risultati di business?

Questo è HR, e questo è uno dei motivi per cui sostengo che sia il mestiere più bello del mondo!

Certo, tutto ciò avviene quando il Professionista HR agisce proattivamente come un partner dell’azienda, consapevole di fornire valore aggiunto, attraverso il suo contributo, al raggiungimento degli obiettivi aziendali e all’ottenimento dei risultati di business.

Una delle leggende a mio avviso da sfatare è quella che HR sia una funzione di supporto, di aiuto ai Manager e alle persone. Questo è un grande errore di fondo che in diversi casi rende il Professionista HR reattivo e orientato prevalentemente a svolgere bene delle attività (selezione, formazione, valutazione, comunicazione, amministrazione, etc…) senza responsabilizzarsi sull’impatto di queste sul business.

Sono invece convinto che HR debba essere un partner strategico dell’azienda che proattivamente si focalizzi sui principali obiettivi di Sviluppo Organizzativo e Change Management aziendale e che generi azioni HR che rispondano degli effetti e delle conseguenze delle stesse sugli obiettivi e sui risultati di business.  

Solo attraverso questo importante cambiamento culturale il mestiere HR può essere riconosciuto come strategico ed essere quindi considerato da molti come “il mestiere più bello del mondo”.

Certo, è pur vero che in Italia non abbiamo una elevata cultura HR, né tra alcuni Professionisti di Risorse Umane né tra una buona parte del Top Management aziendale. Per operare una trasformazione culturale serve il supporto delle nuove generazioni, in particolare di tutti i giovani che si stanno affacciando al mondo HR.  

L’invito che rivolgo ai giovani è di non limitarsi a svolgere le proprie mansioni, testa bassa, rispondendo della qualità e della quantità delle proprie attività, ma di abituarsi ad andare oltre, ad alzare la testa e a guardare le cose un po’ più dall’alto, con una visione prospettica. Abituatevi a domandarvi: “Qual è l’obiettivo di business più importante?”,  “Come mettere in campo le migliori azioni HR per facilitare l’ottenimento dei risultati di business?”, “Come sarà il business dell’azienda tra qualche anno e che persone serviranno per ottenere i migliori risultati?”, “Quale trasformazione culturale sta affrontando l’azienda e come facilitarla attraverso le azioni sulle persone?”, e così via.

Cari giovani, scoprirete il mondo affascinante del valore aggiunto e di come ognuno di voi possa contribuire proattivamente ai risultati di business attraverso strategie e azioni sulle singole persone, sui team, e sull’organizzazione nel suo complesso. 

Tale mentalità e approccio al vostro lavoro vi aiuterà a ottenere più consenso e autorevolezza, quindi fiducia, stima e riconoscimento del valore che apportate, nonché di un ruolo di partnership con le altre funzioni di business dell’azienda e, last but not least, la consapevolezza che state svolgendo il mestiere più bello del mondo!